TED BUNDY – FASCINO CRIMINALE, LA RECENSIONE: IL DEMONIO DALLA FACCIA PULITA - Mai Local

TED BUNDY – FASCINO CRIMINALE, LA RECENSIONE: IL DEMONIO DALLA FACCIA PULITA

Le polemiche sul fascino del serial killer Ted Bundy e del suo alter ego cinematografico, Zac Efron, ci appaiono pretestuose dopo la visione del biopic, come approfondiremo in questa recensione di Ted Bundy – Fascino criminale. Quel fascino criminaleaggiunto nel titolo italiano a sottolineare questo aspetto del killer, tanto più inviso all’opinione pubblica dopo la scoperta dei suoi crimini proprio per il bell’aspetto e i modi gentili che avevano affascinato tutti, a partire dalla sua storica compagna Liz Kendall, che nel film ha il volto di Lily Collins. Ben diversa la scelta fatta nella versione originale il cui titolo, Extremely Wicked, Shockingly Evil and Vile, riprende la frase con cui il giudice del processo Bundy descrive i crimini dell’imputato.Ted Bundy – Fascino Criminale – Trailer ItalianoIl trailer ufficiale per il film Ted Bundy – Fascino Criminal

Al di là del bell’aspetto, in Ted Bundy – Fascino Criminale il personaggio di Zac Efron è circondato da un alone di ambiguità. Ogni scena che lo vede protagonista, anche quelle in cui si dimostra affettuoso e paterno con la figlia della compagna Liz, lascia nello spettatore un senso di indeterminatezza, di duplicità. Il regista Joe Berlinger è abile nel settare il tono del suo biopic scegliendo un punto di vista anomalo, quello di Liz, che gli permette di risparmiare allo spettatore l’orrore dei crimini commessi evitando la speculazione sulla rappresentazione della violenza.

TED BUNDY E LA SFIDA DEL PUNTO DI VISTA SUI SUOI OMICIDI

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Ted Bundy – Fascino Criminale: un’immagine con Zac Efron

I crimini commessi da Ted Bundysono raccapriccianti. Per chi non lo sapesse, negli anni ’70 il serial killerdel Vermont stuprò e uccise più di trenta donne, facendo ritorno più volte sui luoghi dei delitti per violentare i cadaveri. Nel ruolo di Bundy, Zac Efron dice addio una volta per tutte al suo passato da teen star incarnando uno dei più cruenti serial killer della storia americana in un film che, a sorpresa, non adotta il punto di vista dell’assassino bensì sposa quello della sua fidanzata, di colei che gli vive accanto senza rendersi conto di niente, negandoci la visione degli orrori commessi e risparmiandoci le morbosità. Attraverso un gioco di sofisticati incastri temporali, la trama della prima parte del film racconta la vita di coppia di Ted Bundy, studente di legge dalla faccia pulita per niente spaventato dall’idea di impegnarsi con una ragazza madre.

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Ted Bundy – Fascino Criminale: una scena con Lily Collins

Nella seconda parte, il film assume la forma del legal thriller. Comincia l’iter carcerario di Ted Bundy che si consuma tra arresti, tentativi di fuga, processi e arringhe dello spavaldo studente di legge che, a un certo punto, arriverà perfino a difendersi da solo. La scelta di aderire al punto di vista del personaggio di Lily Collins ci fornisce una prospettiva esterna su Ted Bundy che muta nel corso della storia. L’uomo affettuoso, ma sfuggente si trasforma progressivamente in una figura ambigua, dai contorni offuscati. Man Mano che Liz si rende conto di non conoscere affatto l’uomo che aveva accanto, anche agli occhi dello spettatore emergono tutte le ambiguità e il lati oscuri del killer con la faccia da bravo ragazzo.

ESPERIMENTI SUL GENERE: IL NUOVO CORSO DEL BIOPIC CRIMINALE

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Ted Bundy – Fascino Criminale: Zac Efron insieme a Lily Collins

Prima di Ted Bundy – Fascino criminale, Joe Berlinger ha diretto la docu-series Netflix su Ted Bundy, una vera e propria full immersion negli orrori del killer (qui potete leggere la nostra recensione di Conversations with A Killer: The Ted Bundy Tapes). Inevitabile per il regista la voglia di far emergere aspetti diversi della storia criminale che ha indagato per anni. Il tentativo di Berlinger va nella direzione dello svecchiamento del biopic criminale, impresa ambiziosa che in parte gli riesce sfruttando al massimo le potenzialità di un ottimo cast e giocando con gli incastri temporali.

Pur consapevoli fin dall’inizio del film della colpevolezza di Ted Bundy, gli spettatori sono chiamati ad aderire al punto di vista delle donne che lo hanno amato, Liz Kendall, per l’appunto, e Carole Anne Boone (interpretata da una Kaya Scodelario imbruttita per l’occasione), l’amica che si invaghisce di Ted e accetterà di sposarlo in prigione. Liz e Carole credono all’innocenza di Ted. Grazie a sapienti ellissi temporali allo spettatore viene negata la visione dei suoi crimini, quasi a volerlo spingere ad aderire al pensiero delle due donne.

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Ted Bundy – Fascino Criminale: una scena con Kaya Scodelario

ZAC EFRON, UNA PERFORMANCE SFACCETTATA

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Ted Bundy – Fascino Criminale: Zac Efron e Lili Collins in una scena del film

Il sorriso di plastica e l’espressione da bravo ragazzo di Zac Efroncontribuiscono a corroborare l’ambivalenza del suo personaggio. Efron sembra nato per il ruolo di Ted Bundy, la sua bravura nell’imitarlo restituisce tutti i contrasti di una figura problematica, a partire da quella sottile vena di schizofrenia che permette al predatore sessuale e allo studente modello di convivere nella stessa persona. Zac Efron sa essere cordiale e al tempo stesso gelido, spavaldo e manipolatore, Il film vive della sua performance sfaccettata, soprattutto nella seconda parte quando le apparizioni del personaggio di Lily Collins si diradano. Per una scelta precisa del suo autore, Ted Bundy – Fascino criminale non è un ritratto esaustivo della figura di Ted Bundy e delle sue gesta criminali, ma piuttosto uno spaccato psicologico di una donna che scopre di amare un mostro. Volendo mettere troppa carne al fuoco, a tratti il regista perde di vista il focus primario del racconto e dimostra di subire lui per primo la fascinazione del personaggio di Bundy. E’ per questa ragione che la storia, soprattutto nella seconda parte, appare sfilacciata e meno incisiva di quanto potrebbe essere.

CONCLUSIONI

Come sottolinea la nostra recensione di Ted Bundy – Fascino criminale, il punto di vista atipico e le interpretazioni di un cast dedicato e talentuoso rappresentano la forza del film. Intrigante ritratto criminale che sceglie di omettere le radici familiari del male che ottenebra l’animo di Ted Bundy e nega la visione dei suoi attori violenti, preferendo aderire a un punto di vista esterno sul personaggio, il film gode di una performance quasi perfetta di Zac Efron, affiancato da una Lily Collins intensa ed espressiva. Interessante la scelta di rimescolare la timeline temporale anche se i tanti temi contenuti nel film rischiano di indebolire la potenza emotiva della storia.